Le attività hanno preso il via nel 2016 e si concluderanno nel 2019. 
Vengono di seguito descritte le azioni principali che compongono il progetto.

MESSA IN SICUREZZA DI LINEE ELETTRICHE NEI PRESSI DEL LAGO DI COMABBIO ATTIVITÀ’ CONCLUSA

Nei pressi del Lago di Comabbio, una serie di sopralluoghi tecnici e successivi incontri con ENEL Distribuzione e TERNA hanno permesso di individuare linee elettriche che necessitano di interventi di deframmentazione in quanto costituiscono elementi di interruzione della continuità ecologica.

L’intervento è consistito nella posa sui cavi aerei di spirali, ritenute la migliore soluzione tecnica realizzabile dalle Linee guida nazionali. Tali spirali aumentano, infatti, la visibilità del cavo ed emettono un sibilo che le rende maggiormente rilevabili dagli uccelli in volo anche in condizioni di scarsa o nulla visibilità, ad esempio in presenza di nebbia o di notte (buona parte dell’attività migratoria degli uccelli si volge durante le ore notturne). Ricerche sperimentali hanno dimostrato che su linee equipaggiate con tali sistemi di avvertimento la mortalità si riduce del 60%. Analoghi interventi sono stati realizzati recentemente con successo nell’ambito del progetto LIFE “TIB – Trans Insubria Bionet” (www.lifetib.it) in aree limitrofe a quelle di intervento.

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RIQUALIFICAZIONE DEL CANNETO NEL LAGO DI COMABBIO ATTIVITÀ’ IN CORSO

L’azione di riqualificazione del canneto del Lago di Comabbio prevedeva la rimozione di una specie esotica, il Saururus cernuus (Coda di lucertola), concentrata da anni in un’area di poche centinaia di metri di sponda, localizzata in comune di Varano Borghi (VA) e la successiva ripiantumazione di canneto. L’azione avrebbe dovuto iniziare nella tarda estate 2016, ma il 4 agosto 2016 si è verificata un’intensa tromba d’aria sul Lago di Comabbio che ha interessato la sponda di Varano Borghi, devastando la vegetazione riparia dell’area di progetto (canneto, Saururus, ecc.). Nel 2016, non potendosi più distinguere le specie vegetali dell’area, non è stato quindi possibile effettuare le attività previste. L’azione è stata quindi ripresa nella primavera 2017, con lo sviluppo primaverile delle piante acquatiche, e con la verifica della presenza e distribuzione del Saururus. E’ apparso sin da subito evidente, partendo dall’area di progetto, che questa specie si era diffusa rispetto all’anno precedente, tanto da risultare presente anche in aree prima non colonizzate. Si è deciso quindi di fare un rilievo di dettaglio della sua presenza lungo l’intero perimetro lacustre, per verificarne lo stato di fatto. Nonostante la specie in Regione Lombardia sia classificata scarsamente invasiva ne sono stati rilevati ventina di nuclei, distribuiti su gran parte delle sponde lacustri, con alcune aree di particolare preoccupazione, come un’ontaneta occupata per una trentina di metri all’asciutto; una delle ipotesi di questa improvvisa colonizzazione potrebbe essere riconducibile alla dispersione di frammenti di piante o semi causata dalla tromba d’aria. A luglio 2017 è apparso evidente che la rimozione della pianta da un’area limitata rispetto alla sua attuale diffusione, non avrebbe portato ad alcun risultato concreto in termini di eradicazione; al contempo, date le scarse conoscenze disponibili su di essa, si è ritenuto opportuno avviare un monitoraggio e alcuni approfondimenti sull’ecologia della pianta esotica, attualmente in corso, utili per comprendere come stesse evolvendo, quali minacce portasse alle componenti vegetali e animali autoctone e come si potesse fronteggiarne l’espansione.

CONTENIMENTO DI SILURUS GLANIS NEL LAGO DI CAMABBIO ATTIVITÀ’ IN CORSO

L’azione ha previsto interventi di contrasto al Siluro (Silurus glanis), un pesce esotico e invasivo che costituisce una minaccia per numerose specie autoctone. Saranno realizzate campagne di cattura del Siluro impiegando due tecniche: reti e elettropesca, privilegiando la pesca con reti rivelatasi più efficace con un rapporto 3:1 sulla pesca elettrica. Quest’ultima è comunque impiegata in minor misura perché offre il vantaggio di essere particolarmente efficace sui siluri di piccola taglia e su quelli di grande taglia nascosti durante il giorno negli anfratti al limite del canneto, sotto zolle di canne galleggianti. Le reti saranno posate, indicativamente, la sera prima del tramonto e salpate al mattino. In ciascuna campagna di pesca elettrica saranno sondati non meno di 1 km di fascia sublitorale di lago. Su un campione dei pesci catturati sono stati rilevati i dati biometrici di lunghezza e peso e sono stati analizzati i contenuti stomacali, al fine di aggiornare le informazioni sulla dieta del Siluro e verificare in particolare il suo impatto diretto di predazione sugli uccelli durante il periodo di progetto. Alla fine del 2018 le campagne hanno portato alla cattura di 641 esemplari di siluro per un peso complessivo di 4.720 kg di pesce.

PER MAGGIORI INFORMAZIONI: interventi_Comabbio

INTERVENTI DI POTENZIAMENTO DELLE ZONE UMIDE DELLE PALUDI DI ARSAGO ATTIVITÀ’ IN CORSO

L’azione ha consentito il potenziamento delle zone umide comprese nella Zona Speciale di Conservazione “Paludi di Arsago”, nei comuni di Arsago Seprio, Somma Lombardo, Besnate e Gallarate. Si è intervenuti attraverso la realizzazione di nuove zone umide, il ripristino di corpi idrici interrati, il miglioramento della vocazionalità di alcuni siti riproduttivi mediante la posa di chiuse regolabili con soglie di massimo e minimo in grado di garantire un idroperiodo ottimale per gli anfibi (e in particolare per il pelobate fosco) che occupano di preferenza zone umide temporanee.

RIPOPOLAMENTO DEI NUCLEI ISOLATI DI PELOBATE FOSCO MEDIANTE TRASLOCAZIONE DI OVATURE ATTIVITÀ’ IN CORSO

L’azione ha consentito il recupero di alcune ovature di Pelobates fuscus da siti di maggior densità; tali ovature sono state traslocate nei siti isolati, dove sono stati allevati in condizioni di semi-cattività. Tale tecnica è stata già applicata con successo in Piemonte (Sindaco et al., 2014), dove ha permesso il recupero di una popolazione minacciata di estinzione. L’azione è stata realizzata da un gruppo di erpetologi esperti, seguendo la normativa vigente e le linee guida per l’immissione di specie faunistiche redatto dall’I.S.P.R.A. per il Ministero dell’Ambiente.

ATTIVITA’ DI DIDATTICA, DIVULGAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE ATTIVITÀ’ IN CORSO

Il Lago di Comabbio rientra in un contesto di alta frequentazione turistica, per via della presenza della pista ciclo-pedonale e di aree ricettive di grande richiamo non solo per la popolazione dei comuni rivieraschi ma anche per turisti italiani e stranieri (soprattutto svizzeri, tedeschi e olandesi).

L’azione comprende le seguenti attività:
– un sito web dedicato al progetto;
– ristampa del quaderno_del_lago, già proposto e divulgato nelle scuole primarie e secondarie di primo grado dei paesi rivieraschi del Lago di Comabbio in occasione del progetto “Lagorà”, dopo un lavoro di revisione scientifica ed integrazione dei contenuti relativamente alla componente avifauna acquatica, in particolare;
– almeno 4 pannelli divulgativi, illustrativi del progetto, delle risorse naturali dei luoghi e dei comportamenti adeguati da assumere ai fini del minore disturbo possibile della fauna selvatica. Saranno posizionati in punti strategici intorno al Lago di Comabbio;
– depliant illustrativi del progetto, degli interventi nelle Paludi di Arsago, della messa in sicurezza delle linee elettriche e degli interventi di riqualificazione ecologica messi in atto nel Lago di Comabbio, depliant che verranno distribuito localmente alla popolazione e nei punti ricettivi locali;
– un quaderno didattico dal titolo “Il pelobate delle paludi”;
– un video-documentario di progetto: https://vimeo.com/289121271;
– “Linee guida di conservazione del pelobate”.

MONITORAGGIO DELL’EFFICACIA DEGLI INTERVENTI DI RAFFORZAMENTO DELLA MATRICE AMBIENTALE ATTIVITÀ’ IN CORSO

Per tutta la durata del progetto le aree oggetto di interventi sono state monitorate per quanto concerne l’avifauna nidificante, migratrice e svernante e l’erpetofauna, al fine di potere verificare l’efficacia delle azioni previste.
Il monitoraggio erpetologico è stato efettuato con barriere e trappole a caduta in 6 stazioni per Pelobate fosco, sia in periodo riproduttivo che durante la metamorfosi. Su altre stazioni, con particolare riferimento alle zone umide oggetto di intervento, è stato effettuato un monitoraggio batracologico qualitativo utilizzando le tecniche standard di monitoraggio degli anfibi.
Il monitoraggio ornitologico è stato strutturato tramite uscite di campo dedicate all’analisi della comunità ornitica all’interno delle aree interessate da interventi di riqualificazione. I censimenti sono stati svolti per tutta la durata del progetto:
– in inverno per le specie svernanti;
– in primavera per le specie migratrici e per le specie nidificanti residenti;
– in estate per le specie nidificanti migratrici;
– in autunno per le specie migratrici.

per maggiori info sul MONITORAGGIO ERPETOLOGICO: monit_erpet_SPA_06-10-2017